Ordine delle Professioni Infermieristiche OPI Brindisi
FNOPI

Fnopi: “Patto salute 2019-21 rafforzi modello su territori”

“Vogliamo essere propositivi e costruttivi. Noi ci siamo, abbiamo idee, proposte concrete già sperimentate e misurate sui cittadini, per un sistema socio-sanitario più appropriato ed efficace“. E’ questa la mission della “Conferenza nazionale delle politiche della professione infermieristica” organizzata a Firenze dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Lo spiega alla ‘Dire’ Barbara Mangiacavalli, presidente di Fnopi, che aggiunge: “Noi ci proponiamo come interlocutori istituzionali delle Regioni e del ministero della Salute, in un momento storico particolare come questo, perché sono in discussione provvedimenti importanti, tra cui il nuovo patto per la salute e una serie di atti programmatori a livello regionale”. E in questo quadro, aggiunge, “l’elemento che tiene insieme tutte queste riflessioni è la necessità di innovare il sistema“, perché “è necessario dare risposte nuove e diversificate ai bisogni dei cittadini che nel tempo si sono modificati”. Così “sull’erogazione dei servizi è importante allineare da subito la domanda di salute dei cittadini con il sistema dell’offerta, togliendo le iniquità presenti nel territorio. In questo senso, il patto per la salute può rappresentare una grande occasione”.

C’è poi da affrontare e smussare “una criticità assolutamente fondamentale, quella delle risorse professionali. Dieci anni di contingentamento degli organici e blocco del turnover non hanno fatto bene al sistema, né ai cittadini così come ai nostri professionisti. C’è bisogno di tornare a riconsiderare infermieri, medici e tutte le professioni sanitarie il capitale umano su cui si regge il servizio”.

FNOPI: PATTO SALUTE 2019-21 RAFFORZI MODELLO SU TERRITORI

Il patto per la salute 2019-2021 rafforzi il modello territoriale. Lo chiede Nicola Draoli, componente del comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, nel corso dell’undicesima Conferenza nazionale delle politiche della professione infermieristica organizzata a Firenze dalla Fnopi. “E’ uno degli aspetti che più ci sta a cuore e credo sia uno degli aspetti che più serve al sistema in questo momento. Rafforzare il territorio– spiega alla ‘Dire’- significa mettere a sistema tutte le buone esperienze che già esistono in alcune regioni. Penso all’infermieristica di famiglia e di comunità”. C’è poi, aggiunge, “il tema delle cure intermedie, in particolare l’ospedale di comunità. Ovvero far sì che la professione infermieristica sia in grado di poter esercitare tutte quelle competenze che hanno a che fare con la presa in carico e con la tutela della salute delle persona”. Inserendo chi ha bisogno, in sostanza, “nei percorsi giusti e corretti presenti sul territorio, ma che in questo momento sono molto complessi da governare e non stanno dando quelle risposte di cui una popolazione sempre più vecchia e non autosufficiente ha bisogno”.

PER PATTO SALUTE LOMBARDIA SI ISPIRERÀ A LEGGE 2015

La Regione Lombardia continua “nelle indicazioni contenute nella legge regionale del 2015, sull’evoluzione del sistema e che di fatto si basa su due paradigmi: primo, sviluppare e migliorare il livello della presa in carico del cittadino; secondo, garantirgli la continuità dell’assistenza, dall’ospedale al domicilio, così da offrirgli il percorso di cura migliore”. Due principi “che cercheremo di portare nel lavoro iniziato per la stesura del patto della salute”. Lo spiega alla ‘Dire’ Marco Salmoiraghi, numero due della direzione welfare in Regione, impegnato nell’undicesima Conferenza nazionale delle politiche della professione infermieristica organizzata a Firenze dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche. Sulle criticità legate al blocco del turnover segnalate proprio dalla Fnopi, in Lombardia “stiamo cercando di migliorare il più possibile quella che è la nostra efficienza organizzativa, in modo da poter utilizzare al meglio le risorse. Però- sottolinea- la possibilità di avere qualche aiuto e rinforzi al personale sarebbe auspicabile”. Detto questo “confidiamo, per quello che sentiamo e vediamo, sulla possibilità di incrementare la dotazione organica, anche se graduale e progressivo nel tempo”.

FNOPI: SU MODELLI ASSISTENZA INACCETTABILI DISUGUAGLIANZE

“Le Regioni con i livelli essenziali di assistenza maggiormente garantiti sono le stesse che stanno puntando sulla professione infermieristica, innovando i modelli di assistenza come l’infermieristica di famiglia o di comunità”. Lo sottolinea alla ‘Dire’ Tonino Aceti, il portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) nel corso dell’undicesima Conferenza nazionale delle politiche della professione infermieristica. Proprio per questo però, aggiunge, “non possiamo accettare le difformità e le disuguaglianze presenti sul territorio. Perché mentre le regioni più performanti stanno mettendo in campo soluzioni più avanzate, altre non lo stanno facendo e questo contribuisce ad allargare ancor di più la forbice tra i cittadini” Dalla conferenza nazionale, quindi, “vogliamo mandare un messaggio all’esterno: garantiamo pari diritti e dignità su tutto il territorio nazionale, mettendo a sistema le buone pratiche che ci sono”. Inoltre, prosegue, “chiediamo che questo sia riconosciuto nel patto per la salute tra Stato e Regioni, che deve rappresentare uno strumento per innovare realmente il servizio sanitario nazionale e renderlo compatibile e in grado di soddisfare i nuovi bisogni della popolazione”.


Tratto da DIRE.IT

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